Online Inventory of the Manuscripts Owned by the Custody of the Holy Land in Jerusalem

 

ideazione: Edoardo Barbieri

realizzazione: Marcello Mozzato

supporto digitale: Alessandro Tedesco

 

Questo inventario, nato dal progetto “Libri ponti di pace” del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca dell’Università Cattolica di Milano, è stato sostenuto da “ATS pro Terra Sancta” e dalla “Custodia di Terra Santa”.

 

Introduzione generale

Negli ultimi anni la Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa in Gerusalemme è stata oggetto di un profondo rinnovamento, che ha riguardato da una parte la sede stessa, dall’altra il patrimonio librario in essa conservato.[1] Si ricorderanno qui in particolare alcuni progetti di salvaguardia, catalogazione e valorizzazione dei fondi più antichi e preziosi: basti citare quelli relativi rispettivamente al catalogo degli Itinera ad Loca Sancta e quello di incunaboli e cinquecentine, l’uno affidato ad Alessandro Tedesco, l’altro a Luca Rivali, entrambi in stampa per le edizioni ETS. Una anticipazione di tali lavori è costituita dal volumetto pubblicato in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della biblioteca, il 28 febbraio 2013, Libri di Terra Santa,a cura di Alessandro Tedesco e pubblicato dalla Società Bibliografica Toscana in collaborazione con ATS pro Terra Sancta.[2]

Tra le collezioni più preziose, i manoscritti, oggetto del presente inventario.[3] Il fondo è stato solo di recente costituito come realtà distinta all’interno della biblioteca, raccogliendo i disiecta membra prima non ben identificati: ne è venuto fuori un bel gruppo di più di 500 manoscritti, tra i quali spiccano alcuni, preziosi per antichità, apparato decorativo, legatura. Proprio perché i manoscritti sono molti, in lingue diverse (tali da richiedere competenze molto specifiche) e riguardano materie disparate, si è preferito proporre uno strumento minimale e perfettibile ma realizzabile in tempi ragionevoli: quindi un inventario, non un vero catalogo. Lo scopo di tale inventario è innanzitutto patrimoniale, per fissare in modo univoco il materiale manoscritto posseduto dalla Custodia a Gerusalemme, oggi conservato presso la Biblioteca Generale a S. Salvatore;[4] il fatto che l’inventario venga reso disponibile online significa però che, grazie anche alle fotografie digitali inserite, esso può già funzionare come un primo vademecum per gli studiosi interessati a questo materiale. L’essenzialità delle notizie riportate implica che le informazioni potranno essere corrette e integrate dai futuri lettori di queste pagine: anzi l’invito agli studiosi è di fornire informazioni ulteriori, identificazioni, notizie integrative, che verranno progressivamente inserite nelle schede al nome di chi porterà il suo contributo.[5]

Per ciascun manoscritto è stata realizzata una scheda che ne sunteggia le caratteristiche codicologiche e fornisce brevemente informazioni circa il contenuto. Tale scheda è completata da eventuali indicazioni bibliografiche circa cataloghi o studi noti a chi scrive, nei quali sia stato analizzato o citato il manoscritto stesso, nonché da alcune fotografie, solitamente delle parti liminari.

Le schede, numerate progressivamente, sono suddivise per fondo: AET (codici in lingua etiopica), ARB (arabo), ARM (in alfabeto armeno), COR (corali e grandi libri liturgici), GRAE (lingua greca), HEB (manoscritti in lingua ebraica), MS (manoscritti in caratteri latini), MIN (codici miniati provenienti dal museo dello Studium Biblicum Franciscanum) e SYR (manoscritti in caratteri siriaci).

Il progetto comprende anche una cartella di risorse bibliografiche, nella quale sono state inserite riproduzioni digitali della maggior parte degli studi e dei cataloghi citati nella bibliografia dei manoscritti, così da costituire una piccola ma autentica biblioteca digitale sul tema.

 Il progetto, delineato con l’attuale direttore p. Lionel Goh e sostenuto dall’Associazione pro Terra Sancta (ATS), è stato realizzato da Marcello Mozzato nell’ambito del programmaLibri ponti di pace” del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca (CRELEB) dell’Università Cattolica di Milano, nel corso dell’anno sociale 2013/2014.

Tra i diversi sostenitori si ricordano lo studio legale Perrone di Milano, la Società Bibliografica Toscana, la Compagnia dell’ardimento. Un aiuto prezioso è stato fornito da Marilena Maniaci, Chiara Aimi, Lorenzo Accorsi e Francesco Reale.



[1] Si vedano in proposito Emilia Bignami, Inaugurate le nuove sedi della Biblioteca Generale e dell’Archivio della Custodia di terra Santa,«Frati della Corda», 2013 n. 02, pp. 50 – 51 e Alessandro Tedesco, La nuova Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme, «Biblioteche oggi», XXXVI, 2013, n. 6, pp. 38 – 45.

[2] Informazioni preziose su questi due fondi possono essere reperite parimenti nell’articolo: Alessandro Tedesco, I libri di Terra Santa,«Studi Francescani», CX, 2013, pp. 435 – 454. Per quanto riguarda invece il solo fondo degli Itinera ad Loca Sancta è possibile consultare: Alessandro Tedesco, Ad loca sancta. Voci e ricordi di pellegrini viaggiatori verso Gerusalemme, «Charta», CXXVII, 2013, pp. 26 – 31.

[3] La Custodia possiede anche una biblioteca al Cairo, presso il convento del Muski, le cui raccolte sono dedicate alla storia della presenza cristiana nel Medio e Vicino Oriente. Dei fondi manoscritti ivi conservati sono stati pubblicati negli anni passati diversi cataloghi: William F. Macomber, Catalogue of the Christian Arabic manuscripts of the Franciscan Center of Christian Oriental Studies, Muski, Cairo, Il Cairo, Editions du Centre Franciscain, 1984; Sebastian Brock – William F. Macomber – Vincent Mistrih, Catalogue des manuscrits syriaques, ethiopiens et armeniens du Centre D’Etudes Orientales Chrétiennes du Mouski, Le Caire, «Studia Orientalia Christiana. Collectanea n. 18, Etudes – Documents», XVIII, 1985, pp. 211 – 229, con 8 tavole; William F. Macomber, Catalogue of Occidental Manuscripts of the Franciscan Centre of Christian Oriental Studies, Muski, Cairo, [con Appendix. Supplement to the catalogue of Christian Arabic manuscripts], «Studia Orientalia Christiana. Collectanea n. 19, Etudes – Documents», XIX, 1986, pp.  125 – 184.

[4] I Francescani a Gerusalemme godono anche di un’altra importante biblioteca, con annesso un ricchissimo museo archeologico, presso il convento della Flagellazione: si tratta però di strutture didattiche che dipendono non dalla Custodia ma dall’Istituto Biblico dell’Ateneo Antoniano di Roma.

[5] Per la conoscenza del materiale documentario relativo alla storia della Custodia di Terra Santa si vedrà invece l’Archivio Custodiale, sempre a Gerusalemme, per il quale è ora disponibile un precisissimo inventario in tre volumi: Andrea Maiarelli, L’Archivio Storico della Custodia di Terra Santa,Milano, edizioni ETS, 2012. I manoscritti di natura non archivistica, sino all’inverno 2013 – 2014 conservati presso l’Archivio Custodiale, sono stati trasferiti in biblioteca e integrati nei fondi già esistenti.